Citizens scientists discover a new solar system

(Italian version follows below/versione italiana a fine pagina)

A team of astronomers has recently discovered “K2-138”, a small solar system composed of 5 “super-Earths” (planets with masses slightly bigger than ours) in orbit around the star K2-500 in the constellation Aquarius, about 620 light years from us.

So far, nothing too unusual: the search for exoplanets has literally made great strides in the last few years, and the discovery of new planetary systems is now almost the order of the day. However this case is different. The “team of astronomers” we are talking about consists of about ten thousand people, of which only a small part are professionals: it is a huge research group consisting of amateur astronomers and enthusiasts, who participated in the project of citizen science Exoplanet Explorers. The initiative, coordinated by Ian Crossfield of Boston MIT and Jessie Christiansen of Caltech, offered the opportunity for ordinary citizens to access the data collected by the NASA Kepler telescope (related to the recent K2 mission), thanks to the Zooniverse online platform, and to identify potential exoplanets.

The Kepler telescope identifies potential planets by observing a decrease in the brightness of their host stars at the time of transit. In particular, a software “marks” the stars in which this decrease in intensity is observed, and then the astronomers evaluate whether the observed variation is compatible with the passage of a planet. And it is at this point that citizens come into play, enabled by Zooinverse to “lend a hand” to scientists in the delicate screening operation.

«The amateurs were able to analyze the data collected by Kepler and express a preference on each signal, classifying it as a transit, or just as noise», says Christiansen. «In order to be considered for further characterization, each potential transit signal had to be seen by a minimum of ten people and have received at least 90% of “yes” votes».

Thanks to the fundamental support of amateurs, the researchers have not only discovered the K2-138 system, but also many other exoplanets, including 44 gaseous giants, 72 planets of the dimensions of Neptune, 44 rocky and similar to the Earth and 53 super-Earths. The results have been published on The Astronomical Journal.

A success that confirms the effectiveness of citizen science projects applied to astronomy, of which Exoplanet Explorers is just one of many examples.


I cittadini scienziati scoprono un nuovo sistema solare

Un team di astronomi ha scoperto recentemente “K2-138”, un piccolo sistema solare composto da 5 “super-Terre” (pianeti con masse poco più grandi di quella del nostro pianeta) in orbita attorno alla stella K2-500 nella costellazione dell’Acquario, a circa 620 anni luce da noi.

Fin qui, nulla di troppo strano: la ricerca di esopianeti ha fatto letteralmente passi da gigante negli ultimi anni, e la scoperta di nuovi sistemi planetari è ormai quasi all’ordine del giorno. Ma questo caso è diverso. Il “team di astronomi” di cui si sta parlando è composto infatti da circa diecimila persone, di cui solo una minima parte professionisti: un enorme gruppo di ricerca costituito da astronomi amatoriali e appassionati, che hanno partecipato al progetto di citizen science Exoplanet Explorers. L’iniziativa, coordinata da Ian Crossfield del Mit di Boston e Jessie Christiansen di Caltech, ha offerto la possibilità a semplici cittadini di accedere ai dati raccolti dal telescopio della Nasa Kepler (relativi alla recente missione K2), grazie alla piattaforma online Zooniverse, e individuare potenziali esopianeti.

Il telescopio Kepler identifica i potenziali pianeti osservando una diminuzione della luminosità delle loro stelle ospiti al momento del transito. In particolare, un software “contrassegna” le stelle in cui si osserva tale diminuzione di intensità, e successivamente gli astronomi valutano se la variazione osservata è compatibile con il passaggio di un pianeta. Ed è qui che entrano in gioco i cittadini, che grazie a Zooinverse hanno potuto “dare una mano” agli scienziati nella delicata operazione di screening.

«Gli appassionati hanno potuto analizzare i dati raccolti da Kepler ed esprimere una preferenza su ciascun segnale, classificandolo come un transito o come semplice rumore”, sottolinea Christiansen. «Per poter essere preso in considerazione per un’analisi successiva, ciascun potenziale segnale di transito doveva essere visto da un minimo di dieci persone e aver ricevuto almeno il 90% di “sì”».

Grazie al fondamentale supporto degli appassionati, i ricercatori non hanno scoperto soltanto il sistema K2-138, ma anche molti altri esopianeti, tra cui 44 giganti gassosi, 72 delle dimensioni di Nettuno, 44 rocciosi e simili alla Terra e 53 “super Terre”. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Astronomical Journal.

Un successo che conferma l’efficacia dei progetti di citizen science applicati all’astronomia, di cui Exoplanet Explorers è solo uno dei tanti esempi.

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